John Mayer, “The Search for Everything” (Recensione)

https://www.youtube.com/watch?v=NyCst7We6Uw&w=560&h=315

Dopo cinque anni stracolmi di date del suo – perdonatemi – interminabile tour mondiale rilanciato più e più volte, John Mayer torna nei negozi di dischi – o in qualsiasi posto reale e virtuale dove si vendano – con The Search for Everything, anticipato dai due EP omonimi, suddivisi in Wave One e Wave Two. Tralasciando le discutibili scelte di marketing che hanno anticipato l’uscita dell’LP finale – diciamo che la fusione di due EP in un unico album ha giustamente ucciso tutta la sete di novità dei seguaci del cantautore statunitense – possiamo dire che The Search for Everything non è certamente da sottovalutare. Composto da dodici tracce per tre quarti d’ora di musica che riesce a farci riscoprire e a rivalutare la professionalità di Mayer dopo un’assenza piuttosto consistente. Potremmo considerarlo in effetti come un compendio di tutto ciò che Mayer ha cantato in precedenza, influenze più o meno forti incluse.

Il mood generale che contraddistingue quest’ultimo disco è forse più spensierato rispetto ai precedenti lavori, anche se i classici picchi di riflessione a cui siamo abituati non vengono a mancare. Apre le danze Still feel like your man dove ascoltiamo un Mayer che si affida al soul frammisto al funky che ricorda a tratti i Simply Red. Si continua poi con Emoji of a Wave dove ritornano i toni delicati e intimi tendenti al country che hanno contraddistinto Born & Raised (2012), ripresi poi con In the Blood, Changing e Roll It on Home, dove ritroviamo anche qualche nota nostalgica di Paradise Valley (2013). Non mancano i pezzi che sorridono al pop rock più genuino che ha contraddistinto i suoi esordi come Helpless e Love on the Weekend, quest’ultima quasi una riedizione più matura e consapevole di Split Screen Sadness di Heavier Things (2003), così come la ballata Never on The Day You Leave. Il disco è poi quasi spaccato in due da Theme from “The Search for Everything”, brano strumentale dove Mayer conferma – come se ce ne fosse ancora bisogno – la sua bravura come chitarrista. Si passa poi a Moving On and Getting Over che sembra essere una versione più scarna del Mayer di Continuum (2006). Si va verso la fine con Rosie, interessante compromesso tra il sound degli esordi e quello più recente, prettamente country rock. Il disco si conclude con You’re Gonna Live Forever in Me dove troviamo un inedito Mayer senza chitarra: un’operazione piuttosto strana ma tutto sommato gradevole, anche in funzione dell’impostazione vocale.

In conclusione Mayer sembra quasi regalarci una sorta di Greatest Hits dove rimescola le carte di cui finora si è servito per creare risultati interessanti e più consapevoli. Qua e là aggiusta il tiro, mette da parte i dirompenti assoli di chitarra per creare un’atmosfera più intima e matura senza peccare di presunzione. The Search for Everything si attesta quindi come approdo naturale dove il cantante statunitense arriva attraverso uno sguardo al passato ma con la prospettiva di guardare verso sviluppi futuri.

John Mayer, The Search for Everything (2017)
Columbia Records/Sony

Testi e musiche di John Mayer

Tracklist
Still Feel Like Your Man 3:57
Emoji of a Wave 3:59
Helpless 4:09
Love On the Weekend 3:32
In The Blood 4:04
Changing 3:34
Theme From “The Search For Everything” 1:52
Moving On and Getting Over 4:22
Never on the Day You Leave 3:41
Rosie 4:01
Roll It On Home 3:25
You’re Gonna Live Forever in Me 3:09

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