#Behemothconsiglia ed. invernale: Gogol’, Lagerlöf, Rigoni Stern

L’inverno può essere tante cose: tragica fine, provvidenza mistica o intima riflessione su sé stessi e sulla propria identità. Per questo ho deciso di scegliere tre testi molti diversi tra loro per questa edizione invernale di #Behemothconsiglia, tutti legati al tema dell’inverno ma ognuno, a modo suo, capace di scavare nell’intimo dell’animo umano per trovare una risposta al rapporto uomo-natura, uno dei quesiti col quale la letteratura mondiale si è cimentata più e più volte.

9788807901218_0_0_773_75• ❝Il cappotto❞ di Nikolaj Vasil’evič Gogol’

Fece ritorno a casa in uno stato di beatitudine; si tolse il cappotto e lo appese con precauzione alla parete, deliziandosi a guardare ancora una volta il panno e la fodera.

Dietro l’apparente comicità del racconto di uno dei grandi letterati russi si nasconde il dramma dell’eterna lotta contro l’uomo ed il suo destino. Gogol’ in Il cappotto racconta le vicissitudini e le disavventure di un impiegatuccio di modesta caratura intellettuale che a noi postmoderni non può che ricordare  il ragioniere Fantozzi, vessato da chiunque, anche dalla vita stessa. Un legame, questo, reale: Paolo Villaggio, creatore dell’impiegato più sfortunato e deriso della storia del cinema italiano, prese in prestito la figura del protagonista de Il cappotto, Akakij Akakijevic – già il nome, se cercate bene, è ai limiti dell’assurdo – per raccontare in maniera canzonatoria e tuttavia intelligente il disagio del lavoratore medio dell’Italia del secondo Novecento. Ma non siamo qui per parlare di Fantozzi, bensì del racconto di Gogol’: un’opera di strana potenza, che parte con intenti comici, per assumere pian piano toni drammatici fino al culmine ultimo, quando la storia si risolve con un finale surreale e fantastico. Un’opera potente, che riecheggia con prepotenza e di diritto tra i migliori libri della letteratura russa, frutto del genio creativo di Gogol’, che seppe anticipare di diversi decenni i temi trattati da Kafka.

Feltrinelli editore, 2014, 100 pagine, 6,50€

 

20171122154651_237_cover_media• ❝La leggenda della rosa di Natale❞ di Selma Lagerlöf

La foresta non ha mai più celebrato la nascita del Salvatore, e di tutto il suo splendore miracoloso non è rimasta che la pianta raccolta dall’abate Hans. È stata chiamata «Rosa di Natale» e ogni anno a fine dicembre fa spuntare dalla terra i suoi steli verdi e i suoi fiori bianchi, come se non potesse mai dimenticare che un tempo fioriva nel grande giardino di Natale di Göinge.

Leggere questa piccola raccolta di racconti dell’autrice svedese Selma Lagerlöf vuol dire rivivere la magia del Natale e dell’inverno. Storie tratte da fiabe e leggende della sua terra, la Svezia, dove la stagione invernale acquista un significato primitivo, magico. Sono possibilità per gli adulti di ritrovare la magia, il fermento e l’eccitazione delle notti invernali che caratterizzavano la loro infanzia. Sono storie semplici che racchiudono quesiti importanti: nessun «e vissero felici e contenti» ma risoluzioni che portano all’accettazione del cambiamento, a capire il senso delle azioni umane, a superare una paura. I racconti di La leggenda della rosa di Natale della Lagerlöf propongono al lettore una ritrovata fiducia nei confronti della fantasia e nel mondo dell’immaginazione: sappiamo tutti che attraverso di esse il mondo reale può diventare un luogo meno spaventoso. Ecco allora che questo libriccino è un buon inizio per (ri)cominciare a fantasticare.

Iperborea editore, 2017, 128 pagine, 15€

 

9788806181727_0_200_0_0• ❝Sentieri sotto la neve❞ di Mario Rigoni Stern

Una mattina si spinsero fino a un vallone dove si era accumulata la neve e si divertirono a scivolare come bambini. Tra i mughi e i rododendri scopersero i resti di un soldato e quando rientrarono alla malga raccontarono emozionati il ritrovamento. – Cosa si può fare? Riferiamo ai carabinieri giù in paese?
– No – disse la madre del Bocia – non riferite a nessuno. È meglio lasciarlo lì tra i fiori e i mughi che chiuderlo in una cassettina di zinco. Ormai nessuno può sapere chi era e da dove veniva.

Identità: ecco il filo conduttore dei sedici racconti di questa piccola raccolta di Mario Rigoni Stern. Attorno ad esso, i temi più cari alla produzione letteraria dello scrittore veneto: la guerra, la montagna e le vite dell’altipiano dell’Asiago. Identità come memoria, intesa sia in senso materiale che immateriale; ricerca delle proprie radici, attraverso la riscoperta dei propri antenati e delle tradizioni del luogo natio; infine identità come natura, nella sua mutevole bellezza. Sviscerata in tutte le sue possibili declinazioni, essa è protagonista, anche quando la narrazione prende il sopravvento, e si manifesta come un’epifania nelle piccole cose del quotidiano. Sentieri sotto la neve è, al pari degli altri libri di Rigoni Stern, una prova inconfutabile della sua capacità di regalare al lettore un’inestimabile e sottile poeticità della natura.

Einaudi editore, 2006, 128 pagine, 9€

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