Dido, “Still on my mind” (Recensione)

Nel panorama musicale contemporaneo sono davvero pochi i cantanti che si possono permettere di prendersi lunghe pause per lavorare su nuovi dischi che non scendano troppo a compromessi con le tendenze passeggere. Dido è una di questi. Dopo la doppia stoccata che l’ha in un certo senso travolta, col drastico calo di consensi – e di vendite – di Safe Trip Home (2008) e poi di Girl Who Got Away (2013), lavori non del tutto disprezzabili, ha sentito il bisogno di ritirarsi per qualche tempo, per fare il punto della situazione. In altre parole, riscoprirsi e creare della nuova musica genuina, adatta al suo essere e al suo stile. A sei anni dall’ultimo album di inediti e a vent’anni dal primissimo e per certi versi iconico album d’esordio, No Angel (1999), Dido propone quindi in questo 2019 già musicalmente schizofrenico la sua personale visione della contemporaneità sonora attraverso Still On My Mind.

Ancora una volta il nuovo disco di inediti della cantante e cantautrice britannica è un lavoro familiare, un prodotto quasi artigianale. Rollo, suo fratello e storico fondatore del gruppo di musica dance-elettronica Faithless, figura tra i produttori di quasi tutte le basi strumentali dei pezzi contenuti nel nuovo disco, un po’ come accadeva nei dischi più famosi della stessa Dido, No Angel Life for Rent (2003). Il risultato è un disco che intrattiene un dialogo forte tra la formula vincente dei primissimi lavori e le nuove proposte sonore degli ultimi anni, opportunamente edulcorate da tutta quell’arroganza e quella ricerca spasmodica del motivetto accattivante, per essere quindi adeguate allo stile e alla personalità vocale di Dido. Sotto questo punto di vista emergono pezzi come Changes dove al ritornello aperto, tipico della cantante, sono contrapposte le strofe e un bridge che giocano su elementi dance trattenuti e mai troppo esplosivi. Un uso più generoso del beat compare invece in alcuni dei pezzi più movimentati – e radiofonici – del disco, come Hell After ThisTake You Home Mad Love, dove non sempre il risultato è all’altezza delle aspettative. 

Ma è nelle ballate che Dido rivela tutto il suo potenziale. Nelle bellissime Give You Up Friends riemerge in tutto il suo splendore la cantante dell’intramontabile White Flag, capace di riunire in un unico pezzo la sua timbrica vocale calda, mai banale, a una commistione musicale tra strumenti tradizionali, come il pianoforte, e ritmi elettronici. Nel disco trovano spazio anche pezzi votati al folk e alla musica acustica pura, come Some Kind Of Love Walking By, grazie ai quali lo spessore interpretativo di Dido viene messo in risalto. Un certo debito nei confronti delle ultime tendenze musicali emerge quasi con timidezza nella title track, dove una scarna sezione trap viene attutita dall’atmosfera generale tipicamente ambient, propria della cifra stilistica della cantante. 

A livello testuale il disco propone la disamina personale di Dido – che è quasi sempre l’autrice di tutti i testi delle canzoni – dei rapporti umani, relativi quasi sempre alla sfera sentimentale quotidiana. Anche nei momenti di massima tensione emotiva, sia in senso positivo che negativo, la pacatezza e la calma che contraddistingue la voce della cantante riesce sempre a donare un senso di pace e serenità diffusa, secondo una soluzione già ben collaudata negli album degli esordi.

Attraverso Still On My Mind Dido ritorna a sentire la propria voce in un contesto musicale internazionale molto diverso rispetto a quello in cui, quasi vent’anni fa, lei dominava incontrastata nelle classifiche. La cura per il dettaglio c’è e si fa sentire: nella sua interezza il disco suona come un lavoro fuori da qualsiasi epoca o tendenza, rientrando in quella scia già tracciata dalla stessa Dido con i primi due dischi della sua carriera che, a conti fatti, ancora oggi suonano freschi e moderni. Still On My Mind segna un ottimo ritorno, un pieno recupero dello stile ‘Dido’, che mancava da troppo tempo nella scena musicale globale. 

Tracklist

1. Hurricanes (D. Armstrong, R. Armstrong, R. Nowels)
2. Give You Up (S. Hulbert, D. Thakrar, R. Agostini, D. Adam)
3. Hell After This (D. Armstrong, R. Laubscher)
4. You Don’t Need a God (D. Armstrong, R. Armstrong)
5. Take You Home (D. Armstrong, R. Armstrong, R. Nowels)
6. Some Kind of Love (D. Armstrong, R. Armstrong)
7. Still On My Mind (D. Armstrong, R. Laubscher)
8. Mad Love (D. Armstrong, R. Armstrong)
9. Walking By (D. Armstrong, R. Laubscher)
10. Friends (D. Armstrong, R. Laubscher, M. Hales)
11. Changes (D. Armstrong, R. Armstrong, D. Adam, G. Sygsworth)
12. Have to Stay (D. Armstrong, R. Laubscher)

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