Rachel Khong, “Bye bye vitamine!” (Recensione)

Affrontare attraverso un romanzo un tema delicato quale l’Alzheimer rischia molto spesso di far cadere l’autore nel terreno di uno stucchevole pietismo o, peggio, di un’incomprensibilità di fondo per la malattia e i malati stessi. Di inutili prove in tal senso finora se ne sono già avute abbastanza. Tutto ciò Rachel Khong, giovane autrice malaysiana naturalizzata americana, credo che l’abbia avuto bene in mente quando ha deciso di scrivere il suo romanzo d’esordio, Bye bye vitamine!, ispirato alla propria vicenda biografica, attraverso il quale tenta di raccontare la propria esperienza con la malattia di Alzheimer in maniera originale e divertente, senza lasciare spazio a drammi inutili e patetici.

Il racconto si snoda attraverso le pagine di diario di Ruth, figlia di una benestante famiglia californiana alle prese con la graduale perdita di memoria del padre, docente universitario allontanato dall’ateneo proprio a causa dell’aggravarsi della propria malattia. Arrivata nella casa dei genitori per le feste natalizie, decide di trascorrervi un anno per poter stargli più vicina. Capiamo così, sin dalle prime pagine, che quello raccontato da Ruth non è solo il violento e inarrestabile avanzare di una malattia degenerativa, ma un percorso di riscoperta della propria famiglia, di sé stessa e, soprattutto, del concetto di ricordo. Ma attenzione: in Bye bye vitamine! il ricordo non è mai un pretesto per narrare brani strappalacrime. Esso piuttosto si parcellizza, recuperando episodi minimi del rapporto tra una Ruth bambina e suo padre, prontamente registrati al tempo da quest’ultimo. La volontà della ragazza – e dell’autrice stessa – è quello di recuperare questi ricordi minimi nel tentativo di spiegare e comprendere lo smarrimento che affligge tutti i componenti della famiglia alle prese col nero vuoto generato dall’Alzheimer. L’autrice, attraverso un abile e originale gioco narrativo, crea attraverso il personaggio di Ruth un diario che potremmo definire automatico, eretto in difesa dei ricordi, nel tentativo di arginare la perdita di memoria causata dalla malattia. Da quest’ultima, tuttavia, sembra impossibile scamparvi. Pagina dopo pagina il mondo del “non ricordo” prende il sopravvento, assieme a un linguaggio che perde progressivamente prima le lettere e poi le parole stesse, diventando sempre più astratto. Ma, come traspare tra le righe del romanzo, questa è solo una condizione nuova alla quale, col giusto impegno, ci si può adattare: bisogna solo saper trovare un nuovo equilibrio.

Tutto ciò è trattato da Rachel Khong con la leggerezza tipica di chi ha vissuto nel quotidiano una situazione familiare del genere. Chi infatti ha avuto a che fare con l’Alzheimer sa bene quanto il dramma e il patetismo – che spesso ci vengono propinati dai media – nella vita quotidiana siano spesso assenti.  Il punto di forza di questo romanzo infatti sta nel suo limpido realismo, entro il quale molti di noi possono ritrovarsi e riconoscersi, senza alcuna forzatura. Così facendo l’autrice conduce il lettore a ri-scoprire quell’aspetto quasi tragicomico della vita alle prese con una malattia come quella di Alzheimer, che costringe spesso a vedere il mondo circostante attraverso angolature bizzarre e inedite. Di più, come nella vita reale, di fronte all’emergenza della perdita della memoria i personaggi del romanzo cercano di farvi fronte il più delle volte con esiti disastrosamente buffi. Procede così il racconto di Bye bye vitamine! fino a ritrovare nel finale il tempo presente, l’unico spazio abitabile in una condizione dove i ricordi scivolano via inesorabilmente. Il “qui e ora” si cristallizza nelle pagine finali, dove la memoria passata lascia spazio alla registrazione fattuale del presente, anche dell’episodio più insignificante, per insegnarci che, con o senza malattia, l’adesso molto spesso è ciò che realmente conta, come diceva Alda Merini in una sua bellissima poesia:

Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché
non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

Articolo pubblicato da Francesco Mancinelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...