ArtShaker #5: Francesco Hayez, Vaso di fiori sulla finestra di un harem, 1881

Graziosissimo concetto espresso con freschezza di colorito e di tocco: un raggio di gioventù emanato dallo spirito ancora vigile di un… vegliardo.

Raffaello Barbiera, Il principe dei pittori romantici, 1910

Con queste parole il giornalista e scrittore veneziano Raffaello Barbiera descrisse agli inizi del Novecento Vaso di fiori sulla finestra di un harem, una delle ultime opere realizzate dal maestro indiscusso del Romanticismo nostrano, Francesco Hayez.

Un vaso di fiori sulla finestra di un harem, 1881
olio su tela, cm 125 x 94,5, Milano, Pinacoteca di Brera
credits

L’erede del colore di Tiziano – come ebbe modo di chiamarlo Gioacchino Rossini, suo grande amico – realizzò quest’opera un anno prima di morire, destinandola nel proprio testamento alla Pinacoteca di Brera, dove ancora oggi è conservata. Il dipinto ad olio dimostra con evidenza la mano e lo stile di Hayez, distinguendosi da altre opere sullo stesso soggetto di matrice accademica degli stessi anni, ben più rigide sia a livello di composizione che di resa cromatica. Hayez, nell’anno prima di morire, eseguì questo dipinto raccogliendo ancora una volta la propria sfida con i maestri del passato, soprattutto quelli dell’ambito fiammingo. Una sfida e un confronto diretti che solo egli e pochissimi altri artisti potevano reggere nel contesto di fine Ottocento.

Un pensiero malinconico, 1842, collezione privata
credits
Malinconia, 1840-41, Milano, Pinacoteca di Brera
credits

L’influenza dell’arte fiamminga del diciassettesimo e diciottesimo secolo in Hayez emerge soprattutto nelle sue nature morte, realizzate talvolta come soggetto privilegiato di un dipinto o, più spesso, come inserto in una composizione più ampia e complessa, come nei casi delle famose Malinconia del 1840-41 e Un pensiero malinconico del 1842. In queste opere, due degli innumerevoli successi del pittore veneziano, le preziose e precocemente avvizzite composizioni floreali accanto alle fanciulle rimandavano simbolicamente al prematuro sfiorire delle cose umane e della vita stessa. Inoltre, fungevano da supporto per enfatizzare lo stato d’animo malinconico delle figure femminili. In Un vaso di fiori sulla finestra di un harem la sfilata delle Vanitas umane sotto le sembianze floreali sembra tuttavia perdere terreno: la composizione, la sua ricchezza cromatica e la matericità stessa dei petali sembrano suggerire un ultimo postulato dell’artista veneziano, un invito a godere dei frutti passeggeri offerti dalla vita nel momento del loro massimo splendore. Il rimando al precoce sfiorire delle passioni umane sembra quindi attenuato, si avverte solo qua e là, da un petalo che si sta per staccare dalla corolla, da qualche fiore che sta cadendo dal vaso. La composizione del mazzo di fiori è studiatissima, sia a livello di disegno che di bilanciamento dei colori. Nel complesso, prevale la registrazione esatta e puntuale dell’elemento naturale, sulla scorta dell’attenzione al dettaglio tipicamente fiammingo-olandese, sulla quale si innesta l’immancabile e vivace colorismo veneziano, di cui Hayez è l’ultimo grande testimone.

Vaso di fiori sulla finestra di un harem (particolare)

Tuttavia, il vero protagonista della composizione non è soltanto il vaso di fiori ma anche l’azione della figura in penombra che si appresta a poggiarlo o toglierlo dal parapetto dell’harem. Un gesto semplice che apre allo spettatore due possibili scenari: l’esposizione all’esterno della bellezza e della sensualità femminile rappresentata dai fiori o, al contrario, la sua sottrazione all’occhio indiscreto, proprio come avveniva negli harem. Se così fosse, la variegata e ben riconoscibile gamma floreale richiamerebbe proprio le possibilità del piacere nascoste che il vaso denuncia e nasconde. La scena offre un ulteriore piano di lettura se la si pensa come una delle ultime opere realizzate da Hayez. Allora, il gesto di celare il vaso alla vista è anche il suo entrare in un mondo oscuro, un altrove. Sotto quest’ottica l’opera sembrerebbe assumere un atteggiamento di commiato da uno sguardo mutato, un panorama artistico segnato da nuove ricerche. L’azione è svolta dall’odalisca in penombra, di cui riusciamo a vedere le graziose mani. Nella sua figura è possibile riconoscere Giuseppina Bina Hayez, nipote della figlia adottiva dell’artista, un soggetto particolarmente amato da Hayez proprio per le sue mani, qui magnificamente realizzate in dettaglio. A enfatizzare l’ardita veduta prospettica della scena contribuisce il taglio fortemente scorciato dal basso, grazie al quale lo spettatore può osservare la scena come se si trovasse nella strada di fronte all’harem.

L’opera fu presentata nel 1881 in occasione dell’Esposizione Nazionale di Milano, dove fu pressoché ignorata dalla critica e dagli acquirenti forse proprio a causa della sua completa estraneità nei confronti del dibattito artistico dell’epoca. Hayez decise così di inserirla nel proprio testamento, in qualità di lascito personale alla Pinacoteca di Brera di Milano, dove arrivò nel 1883, un anno dopo la morte dell’artista e a seguito della prima, grande mostra retrospettiva ad egli dedicata. Attualmente in deposito presso l’Accademia di Brera, è stata recentemente riscoperta dal grande pubblico grazie alla mostra L’Ottocento. L’arte in Italia da Hayez a Segantini presso i Musei San Domenico di Forlì.

Bibliografia essenziale
– M.C. Gozzoli, F. Mazzocca (a cura di), Hayez, catalogo della mostra (Milano, Palazzo Reale e Pinacoteca di Brera, novembre 1983 – febbraio 1984), Milano, Electa, 1983
– F. Mazzocca (a cura di), Francesco Hayez, catalogo della mostra (Milano, Gallerie d’Italia, 7 novembre 2015 – 21 febbraio 2016), Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2015

Articolo pubblicato da Francesco Mancinelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...