ArtShaker #20: l’erotismo secondo le stampe cinesi “Chungong Hua”

Oggigiorno si sente parlare molto delle stampe giapponesi Ukiyo-e (o “Immagini del mondo fluttuante”, XVII-XX secolo), ovvero raffigurazioni delle vie di città e, successivamente, di paesaggi. Quando si parla di queste stampe non si può non accennare anche alle opere erotiche realizzate dagli stessi artisti, ovvero gli Shunga (o “Pitture della Primavera”, XVII-XIX secolo, Fig. 1), i quali sono, ad esempio, stati recentemente esposti alla mostra “Giappone. Storie d’amore e di guerra” tenutasi a Palazzo Albergati (2018, Bologna). Questo genere di scene è in grado di intrigare e catturare l’attenzione tanto dell’osservatore orientale quanto, e forse soprattutto, di quello occidentale. Tuttavia è doveroso dire che gli Shunga derivano da stampe cinesi chiamate Chungong Hua (春宫画, o “Pitture del Palazzo di Primavera”).

1. Hosoda Eishi, Estate, da Competizione amorosa nelle quattro stagioni, 1794-1801 circa

Questo genere di pittura erotica cinese era inizialmente dipinta su seta, un materiale facilmente deperibile. Proprio per questo motivo ben presto tale supporto fu abbandonato e si preferì il formato a libro o dell’album a fisarmonica. In Cina l’arte erotica non ha sempre goduto dell’approvazione sociale. Vi sono stati momenti, in particolare durante la dinastia Ming (1368-1644), in cui l’arte e la cultura fiorirono grazie soprattutto alla tolleranza degli imperatori; successivamente, anche a causa della rigida morale mancese tipica della successiva dinastia Qing (1644-1911), questo particolare genere pittorico conobbe un inesorabile declino che dagli anni Trenta del Novecento si acuì ulteriormente.

L’impulso alla nascita di questo stile derivò dalla sostanziale stabilità che la dinastia Ming raggiunse nel corso del XVI secolo. Grazie agli sviluppi del commercio e alla nascita di nuove tecniche di produzione, molti artigiani e mercanti si poterono arricchire. Essi costituirono ben presto delle nuove classi sociali che non tardarono a imitare quelle da sempre più agiate, nonché la corte imperiale stessa, nella quale si immaginavano svolgersi i migliori intrattenimenti e dove si consumavano fantasiose depravazioni. Si diffusero ben presto tra i nuovi ceti abbienti le attività di intrattenimento di donne istruite come le cortigiane occidentali. I Chungong Hua cristallizzarono in varie scene tutte le attività che interessavano queste donne e gli uomini sopra citati, formando così, insieme a brani poetici o stralci in prosa, dei veri e propri libri che probabilmente servivano ad istruire le giovani fanciulle in età da matrimonio. In queste particolari pitture è la donna a tendere i fili del gioco erotico: l’uomo non può che rimanervi impigliato, abbandonandosi alla sua seduzione e, soprattutto, al fascino dei suoi piedi. Infatti, nelle pitture del Palazzo di Primavera non può non saltare all’occhio l’elemento ricorrente dei piedi femminili tradizionalmente fasciati e costretti entro scarpette minuscole, che non venivano tolte nemmeno durante il rapporto sessuale. Seguono quindi alcune illustrazioni che esemplificato al meglio quanto detto finora.

2. Esempio di Chungong Hua, particolare

In questa scena (fig. 2) si possono vedere due amanti immersi nella natura. Lui sta cingendo la vita di lei, mentre quest’ultima è intenta a osservare la canna da pesca immersa nelle acque di un piccolo fiume che scorre davanti a loro. Entrambi sembrano fantasticare, con espressione assorta, su ciò che avverrà da lì a poco. In una scena successiva (fig. 3), le due figure sono verosimilmente in uno spazio semichiuso, sul quale si apre la veduta di una terrazza. Accanto a loro, su di un tavolo, vi sono dei libri impilati, che suggeriscono il ceto di appartenenza dell’uomo: è un letterato. I due sono colti mentre stanno consumando un rapporto sessuale, nel quale è la donna ad avere il comando proprio grazie alla sua esplicita posizione.

3. Esempio di Chungong Hua, particolare
4. Esempio di Chungong Hua, particolare

La terza e ultima illustrazione (fig. 4) mostra i due amanti all’interno di una stanza, raffigurati durante un altro rapporto sessuale. Tuttavia non sono soli: alla porta si sta affacciando una terza figura – un amico, forse? – nella quale il lettore del libro si può ben identificare quale voyeur.

I Chungong Hua sono giunti fino a noi nonostante siano stati visti per molto tempo in modo negativo da chi ha governato la Cina. Questo è solo uno degli innumerevoli episodi che ci fanno ricordare come un’ampiezza di vedute e una mentalità più aperta portino a uno stimolo culturale importante e che da esso possono nascere nuove creazioni e modelli artistici come, in questo caso, i Chungong Hua.

Figure tratte dal volume Il Palazzo di Primavera. Arte ed Eros in Cina, 2015, L’Asino d’Oro edizioni, Roma

Articolo pubblicato da Vanessa Ferrando

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...