#UnThrilleralmese: Brenda Novak, “Alaska”

“Sto cercando di dirle… che a Hannover House non tutti gli assassini sono chiusi in cella.”

Vicino Hilltop, una sperduta cittadina nel cuore più freddo dell’Alaska, è stata di recente aperta Hanover House, un centro di detenzione penale per i peggiori serial killer psicopatici degli Stati Uniti. A dirigere l’istituto vi è Evelyn Talbot, giovane psichiatra che insieme ad altri suoi colleghi specializzati in psichiatria criminale studia i detenuti per cercare di scoprire i meccanismi che muovono le loro folli menti, nel tentativo di dare una risposta alle macabre e disumane azioni di cui si sono macchiati in precedenza.

Tale delicato compito viene assunto dalla Talbot non come un semplice lavoro, ma come una missione di vita. Trapelano infatti sin dalle prime pagine del romanzo alcuni angosciosi e oscuri dettagli del suo passato: lei per prima, quand’era adolescente, fu vittima delle scellerate mire di un giovane psicopatico, ancora oggi a piede libero. Si comprende quindi il meccanismo che muove il lavoro e la costanza della psichiatra protagonista: studiare l’atto psicopatico-omicida per scavare a fondo nella propria personale vicenda, mettendo a nudo la psicologia del ragazzo che, anni prima, l’ha quasi uccisa.

L’apertura di Hanover House ha portato a Hilltop sostanziose novità per la sparuta comunità cittadina: molti degli abitanti della frazione vivono e lavorano a stretto contatto col centro di detenzione. Eppure, la maggioranza della popolazione non è contenta di questa estrema vicinanza con un manipolo composto da alcuni dei più feroci serial killer americani. Molti ne hanno paura: tra le costanti bufere di neve, se uno di loro fuggisse, chissà cosa potrebbe accadere…

Ed è ciò che sembra succedere all’inizio del romanzo quando, cessata una delle molte tempeste di neve, viene rinvenuto il cadavere orrendamente fatto a pezzi di una donna: per gli abitanti di Hilltop, è senza alcun dubbio l’opera di uno dei pazzi rinchiusi a Hanover House. Comincia con questo primo e macabro omicidio l’indagine che si dipana lungo le pagine di Alaska e che vede coinvolta in prima persona Evelyn Talbot, in qualità di dirigente del centro di detenzione, e altri personaggi-chiave. Tra questi emerge il sergente Amarok, con cui la psichiatra tenterà di costruire un legame affettivo, nonostante i traumi del passato che le impediscono di avere qualsiasi contatto fisico con un uomo.

La narrazione degli eventi procede fluida, anche quando si rendono necessarie alcune descrizioni puntuali per far comprendere al lettore quei meccanismi psichici studiati dalla psichiatria criminale per comprendere i serial killer. Per irrobustire il romanzo la Novak affianca al presente narrativo ambientato in Alaska il filo narrativo del trascorso personale di Evelyn Talbot, grazie al quale il suo personaggio acquista una buona e complessa caratterizzazione psicologica, utile anche per spiegare e rendere maggiormente avvincenti i passaggi riservati alle indagini. In una costante tensione tra passato e presente, la Novak tiene il lettore veramente col fiato sospeso, facendolo sospettare di qualsiasi personaggio al di fuori della Talbot: chiunque può essere un omicida in un luogo inospitale e oscuro come l’Alaska.

Sono due gli punti negativi di questo thriller. Il primo consiste nell’aver riservato un certo spazio allo sviluppo sentimentale della relazione tra la Talbot e il sergente Amarok, la quale in alcuni passaggi finisce per interrompere la storia vera e propria con pagine fin troppo melense di cui si sarebbe potuto fare a meno. Il secondo punto negativo del romanzo è la trattazione quasi sbrigativa del finale che, come spesso succede nei thriller contemporanei, si chiude senza analizzare a dovere tutte le questioni rimaste in sospeso, lasciando il lettore tremendamente insoddisfatto e “in sospeso” a sua volta. Tuttavia, si ricorda che tale caratteristica si spiega col fatto che Alaska è solo il primo libro di una saga ben più ampia, portata avanti dall’autrice con Hanover House e Alaska. La resa dei conti, gli altri romanzi su stesso soggetto di recente pubblicazione in Italia per Giunti editore.

Con un’ambientazione da freddo glaciale che strizza l’occhio al thriller scandinavo, la Novak ha scritto un robusto thriller psicologico, non certo perfetto ma apprezzabile per molti dei contenuti – anche extra-narrativi – che propone e per l’alto tasso adrenalinico che caratterizza quasi ogni pagina.