Letture dal Giappone: dan n. 23 dallo Ise monogatari (I racconti di Ise)

Kobayashi Kokei, Gokuraku no ido (Il pozzo del Paradiso), stampa d’epoca da originale in tempera e inchiosto su seta, inizi sec. XX

Tanto tempo fa un bambino e una bambina, figli di due uomini che si guadagnavano da vivere vagando per le campagne, giocavano insieme accanto a un pozzo. Ma poi crebbero, e quando entrambi cominciarono ad arrossire per l’imbarazzo, lui capì che l’avrebbe voluta tutta per sé. E lei, ignorando il volere del padre che desiderava mandarla in sposa a un altro, non aveva pensieri che per lui. Le abitazioni dei due ragazzi erano contigue, e un giorno il ragazzo le inviò i versi:

La mia altezza
che in passato confrontavo con la vostra
contro il recinto del pozzo
mi sembra sia aumentata
dall’ultima volta che vi ho visto.

La ragazza rispose:

Anche i miei capelli
che da bambina ai vostri paragonavo
hanno ormai superato le spalle.
Per chi, se non per voi,
dovrei acconciarli?
(1)

Alla fine, dopo varie missive d’amore, i due iniziarono a vivere insieme come sempre avevano desiderato.
E così vissero per alcuni anni. Quando però, con la morte del padre di lei, alla coppie venne a mancare il sostegno economico, l’uomo pensò che non aveva più senso restare insieme e iniziò a frequentare la casa di una donna del distretto di Takayasu della provincia di Kawachi. Dal momento però che la moglie lo lasciava andare senza mai mostrarsi contrariata, gli venne il sospetto che lei frequentasse qualcun altro, e un giorno finse di recarsi a Kawachi per nascondersi tra la vegetazione del giardino e spiarla. La donna si truccò con estrema cura, dopodiché, con lo sguardo perso nel vuoto, intonò i versi:

Quando soffia il vento
al largo si sollevano onde bianche.
Nel cuore della notte
avrete voi da soli superato
il monte Tatsuta?
(2)

L’uomo, sopraffatto dalla commozione, smise di recarsi a Kawachi.
In seguito gli capitò di tornare qualche volta a Takayasu, ma la vista di colei che in passato si truccava con tanto buon gusto e che adesso, invece dimentica delle buone maniere, afferrava il mestolo per riempire di riso la ciotola di bambù, lo infastidì al punto da indurlo a interrompere la frequentazione. Un giorno la donna, mentre stava guardando l’orizzonte in direzione della regione di Yamato, intonò i versi:

Desiderando vivere
con lo sguardo rivolto ogni giorno
versi la regione dove lui abita
prego le nuvole sul monte Ikoma
(3)
di non velarla neppure quando piove.

In quel mentre le fu finalmente recapitato un messaggio in cui lui le preannunciava una sua visita. Lei lo attese trepidante di gioia, ma dopo averlo invano aspettato per più notti, gli inviò i versi:

Quante notti ho trascorso
nella vana attesa
del preannunciato arrivo
di un uomo inaffidabile
ma che tuttora amo!

L’uomo però non si fece più vedere.

Note al testo
(1) I versi della giovane donna suggeriscono la cerimonia eseguita per il raggiungimento della maggiore età delle fanciulle, che si svolgeva tra i dodici e i quattordici anni, durante la quale era prevista la vestizione con una particolare gonna pieghettata chiamata “mo” e l’acconciatura dei capelli in un alto chignon.
(2) Il monte Tatsuta separava la regione di Yamato, dove vivono i due sposi, da quella di Kawachi, dove vive l’amante dell’uomo. Nominandolo, la sposa fa intendere all’uomo nascosto nella vegetazione che lei è a conoscenza della sua relazione con un’altra donna proveniente dalla provincia di Kawachi.
(3) Altro rilievo tra le provincie di Yamato e Kawachi.

Lettura dallo Ise monogatari – I racconti di Ise, ed. Marsilio 2018, raccolta di racconti aneddotici (dan) del periodo Heian (IX-X sec.)

Lettura proposta da Francesco Mancinelli

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