Yuruco Tsuyuki, “Strange” (Recensione)

Amore, amicizia, aiuto, comprensione. Questi i temi fondanti delle sei brevi storie di “Strange” della fumettista Yuruco Tsuyuki, in cui il dipanarsi dei sentimenti si svela nella sua essenziale quotidianità, nei piccoli gesti, talvolta anche nel silenzio o, più semplicemente, in uno sguardo eloquente.

Le sei storie di altrettante coppie di uomini vengono quindi riproposte nel capitolo finale, che più che tirarne le somme sembra tracciarne un punto d’arrivo più che mai aperto, facendoci intendere che ogni episodio, così come la vita stessa, non necessita del finale perfetto e autoconclusivo, ma di un’iniezione di fiducia verso noi stessi, l’altro e il mondo.

“Strange” è un volume autoprodotto dalla stessa autrice, presentato a un Comitia, la grande fiera giapponese dei dōjinshi – i fumetti autoprodotti. Da lì in poi ottiene un ottimo successo fino ad arrivare in Italia grazie a Bao Publishing. Oltre le storie si segnala l’innata capacità espressiva dell’autrice, che sa regalarci tavole dall’impatto immediato, contraddistinte da un alto tasso emozionale.

Insomma un fumetto leggero – eppure così profondo e riflessivo – che invito tutti a leggere!

Articolo pubblicato da Francesco Mancinelli
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