ArtShaker #80: Infestati di ragnatele, pieni di minuscoli computers. Riflessioni sull’Arte e la Rete

“Il mondo è piccolo, il mondo è grande”, dichiarava  Battiato in Clamori, storico pezzo dell’album L’Arca di Noè dell’ ’82 che, con tono apocalittico, suggerisce agli attuali tempi di ricoveri e “confinamenti” riflessioni e probabili soluzioni di pensiero. Del resto, come non riscontrare – a maggior ragione oggi – nel rigo successivo, il suo medesimo…

ArtShaker #60: Unire per diffondere

Quando il tempo sembrava essersi fermato, l’unicità della parola – scritta o parlata – ha sprigionato la sua massima libertà nella facoltà di sconfinare qualsiasi ri-dimensionamento e chiusura. Ciò in virtù di una sua abilità sostitutiva del soggetto laddove, in mancanza di spazio in cui performare, l’individuo si è visto costretto ad affidare ad essa…

ArtShaker #50: rileggere Kandinskij

Parziale alt alla produzione, ritorno a una vita semplice all’insegna di una rilettura delle prerogative e della laboriosità per assecondare un divenire temporale (più ostico a chi solitamente cede al vivere veloce), momenti di mancata speranza o addirittura scetticismo nei confronti delle forze disposte in campo contro l’emergenza sanitaria attuale; essi spingono a un ritiro…

ArtShaker #39: Tempo di meditazioni. Piero Dorazio

Qualche giorno fa, sulle pagine virtuali di Artslife alle quali attualmente migriamo più che mai per necessità ed emergenze espressive, Bruno Ceccobelli nel confessare i “Pensieri di un artista isolato” con una riflessione sul coevo stato dell’arte e del suo – riprendendo l’Allowiana definizione del ’72 – Sistema, terminava con una malinconica ma al contempo…

ArtShaker #30: Beverly Pepper, The Todi Columns, 1979/2019

“Mi sento e vedo. Le cose cadono dalla mia mente alle mie mani.” Beverly (Stoll) Pepper Svettanti nel punto più alto della città di Todi, al culmine di un tortuoso percorso che inizia presso la bramantesca basilica di Santa Maria della Consolazione, quasi a mostrare la promessa ascensione di una traiettoria pellegrina, le The Todi…

ArtShaker #18: Donald Judd, Untitled, 1969

Half or more of the best new work in the last few years has been neither painting nor sculpture. Usually it has been related, closely or distantly, to one or the other. The work is diverse, and much in it that is not in painting and sculpture is also diverse. But there are some things…

ArtShaker #13: Gina Pane, Il martirio di San Sebastiano da una posa di Memling – Partizione per un corpo, 1984

Si j’ouvre mon corps afin que vous puissiez y regarder votre sang, c’est pour l’amour de vous: l’autre. Gina Pane In quella precisa accezione barilliana di Performance, distante dalla finzione scenica e organizzata del teatro, rientra la sincerità gestuale e contenutistica delle azioni di Gina Pane. Scomparsa forse prematuramente – all’età di cinquantuno anni –…

ArtShaker #10: Andrés Serrano, The Morgue, 1992

I’ve never called myself a photographer. I studied painting and sculpture and see myself as an artist with a camera. I learned everything I know about art from Marcel Duchamp who taught me that anything, including a photograph, could be a work of art. C’è una strana forma di innocenza nelle parole di Serrano che…

ArtShaker #6: Cindy Sherman, Untitled Film Still, 1979

” I am fine, though it is hard to think of what kind of work to make at this point, other than decorative, escapist or abstract. I suppose I’ll explore one or all of these things.” Cindy Sherman Nascere nel 1954 in un piccolo paesino del New Jersey sembra non promettere nulla di buono a…

ArtShaker #1: Marcel Duchamp, Feuille de vigne femelle, 1950

“Sono giunto alla conclusione che non tutti gli artisti sono degli scacchisti ma tutti gli scacchisti sono degli artisti” Pungente ironia e infinita genialità sono le caratteristiche principali che muovono le ricerche e i lavori di Duchamp, ammesso che la complessità della sua figura possa essere racchiusa in questi due elementi, soprattutto in quel secondo…